{"id":60,"date":"2015-03-06T21:39:45","date_gmt":"2015-03-06T21:39:45","guid":{"rendered":"http:\/\/robertamoresco.it\/?p=38"},"modified":"2015-03-06T21:39:45","modified_gmt":"2015-03-06T21:39:45","slug":"vittorio-sgarbi-roberta-moresco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/robertamoresco.it\/index.php\/2015\/03\/06\/vittorio-sgarbi-roberta-moresco\/","title":{"rendered":"Vittorio Sgarbi &#8211; Roberta Moresco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/robertamoresco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/P1010065.JPG.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-122\" src=\"https:\/\/robertamoresco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/P1010065.JPG-225x300.jpg\" alt=\"P1010065.JPG\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/a>Mondo pupazzo. Cos\u00ec mi verrebbe da definire, nel modo pi\u00f9 rapido ed efficace, il popolo colorato e a tutto tondo ideato da Roberta Moresco, scultrice ceramista genovese. Non vuoi dire mondo bambino, anche se potrebbe \u00a0assomigliargli. Cosa intendiamo con pupazzo?<!--more--><\/p>\n<p>Domanda meno scontata di quanto non si immagini. \u00c8 il modo in cui i bambini, o gli adulti che intendono rivolgersi ai bambini, rappresentano le cose animate, a partire dalle persone. l bambini hanno un modo particolare di vedere \u00a0il mondo, impropriamente ritenuto &#8221;ingenuo&#8221;, quando invece \u00e8 solo fresco di esperienze, e voglioso di averne quante pi\u00f9 possibili. \u00a0A differenza degli adulti. i bambini sono indifferenti a cogliere la verit\u00e0 oggettiva di quanto vedono, ritenendola n\u00e9 decisiva ai fini de\\la comprensione delle cose, n\u00e9, soprattutto, univoca, arrivando da subito a percepire ci\u00f2 che i migliori di noi intuiscono solo in et\u00e0 successiva, a giovent\u00f9 ampiamente conclusa. Ecco perch\u00e9 tutto, nella mente del bambino, viene sistematicamente deformato sulla base della sensibilit\u00e0 visuale e affettiva che sta nel frattempo maturando, ancora instabile nelle sue diverse oscillazioni, determinando per ci\u00f2 che da lui viene visto la formazione di nuove identit\u00e0 fantastiche, spesso e volentieri generate dalla spregiudicata creativit\u00e0 rielaborativa del meccanismo \u00a0associativo: quella signora obesa diventa perci\u00f2 una donna-palla, \u00a0quel signore che incute timore un uomo-belva, quell&#8217;automobile sportiva uno squalo con le ruote, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>\u00c8 un gioco, naturalmente, il pi\u00f9 appassionante che ci sia, immaginare elle il mondo serva solo a soddisfare il \u00a0nostro divertimento. Man mano che le esperienze pratiche del mondo si accumulano, soprattutto attraverso la conoscenza e l&#8217;appropriazione delle esperienze altrui (la scuola, essenzialmente, svolge questa funzione), il gioco della deformazione del mondo trova sempre meno spazio nella cultura dell&#8217;individuo in formazione, sino al conseguimento dell&#8217;et\u00e0 adulta, quando la propensione deformativa finisce per essere bandita come se fosse tipica di una condizione mentale inferiore, ormai su parata. Solo a pochi, una volta superata la soglia della presunta saviezza conseguita, viene ancora permesso eli coltivare \u00a0il gioco del mancia deformato: a quelli, come gi\u00e0 si \u00e8 alluso, che comunicano con i bambini per professione (scrittori, illustratori, educatori, cartonisti, giocattolai, e via dicendo), e a quei bambini in fondo mai cresciuti elle si chiamano artisti.<\/p>\n<p>Roberta \u00a0Moresco \u00e8 artista che non si esprime in &#8220;pupazzesco&#8221; per parlare ai bambini, seppure sarebbero in grado di capirla facilmente, specie nelle ope1\u00b7e elle pi\u00f9 sembrano compiacersi di certo bozzet\u00adtismo infantile, n\u00e9, come hanno detto altri interpreti della sua arte, per fornire rappre\u00adsentazioni suiflcientemente iedeli del contesto umano, da borgo popolare ligure, a cui l&#8217;ar\u00adtista s&#8217;ispira.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che quei Mario, Giovanna, Renzo, Nunzia, Felicita, per dire di alcuni nomi riferiti a opere della Moresco, appartengono a un mondo interiorizzato, talmente autonomo, nella sua capacit\u00e0 metamorfica, da non avere pi\u00f9 l&#8217;obbligo di una precisa corrispondenza in quello esteriore. Un mondo che vive a mezza altezza fra terra e cielo, appena pi\u00f9 in basso di un altro, di pi\u00f9 accentuata inclinazione fantastica, fra il fiabesco e il surreale, in cui l&#8217;invenzione lirica assume un&#8217;importanza maggiore, come nel ciclo di Peter il Sognatore, \u00a0fra i pi\u00f9 accattivanti deil&#8217;autrice per la variet\u00e0 delle soluzioni figurative adottate.<\/p>\n<p>Piuttosto, mi pare interessante notare, in questa \u00a0simultaneit\u00e0. di mondi uguali e differenti, elle il &#8220;pupazzesco&#8221;\u00a0 \u00a0della Moresco, non di rado di scorza brut, come in quei nudi femminili che ne!le sproporzioni ricordano un po\u2019 le nanas \u00a0di Niki de Saint Phalle, non si concilia necessariamente all&#8217;aggraziato, secondo il luogo comune riscontrabile non tanto nelle espressioni \u00a0dei bambini, che non si soffermano \u00a0troppo su eventuali approssimazioni \u00a0di resa, sicuri come sono che il contenuto da loro riconosciuto \u00a0valga pi\u00f9 della forma che hanno congegnato per trasmetterlo, ma nel linguaggio &#8220;bambinese&#8221;, quello che gli adulti alla Walt Disney, tanto per intenderci, elaborano nella convinzione di rispecchiare perfettamente le disposizioni figurative dei pi\u00f9 piccoli, quando invece si tratta solo di adattamenti di gusti da persone che hanno superato da tempo la fase dell&#8217;infanzia. A ben pensarci, mantenere la verginit\u00e0 bambina dello sguardo, riflesso di una purezza d&#8217;animo e di una voglia di sorprendersi ancora inesaurita, vuoi dire rinnegare tutto ci\u00f2 che gli adulti dicono dello sguardo dei bambini, compreso quello che ho appena detto io. \u00c8 uno sforzo che mi pare di avvertire nella Moresco, e da solo merita tutta la nostra simpatia.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Vittorio Sgarbi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mondo pupazzo. Cos\u00ec mi verrebbe da definire, nel modo pi\u00f9 rapido ed efficace, il popolo colorato e a tutto tondo ideato da Roberta Moresco, scultrice ceramista genovese. Non vuoi dire mondo bambino, anche se potrebbe \u00a0assomigliargli. Cosa intendiamo con pupazzo?<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-60","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/robertamoresco.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/robertamoresco.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/robertamoresco.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/robertamoresco.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/robertamoresco.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/robertamoresco.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/robertamoresco.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/robertamoresco.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/robertamoresco.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}